mercoledì 4 aprile 2012


DISPATCHES: CHECHNYA – THE DIRTY WAR.
Documentario sulle guerre cecene.

Il conflitto militare in Cecenia è uno dei più lunghi, silenziosi, sanguinosi e irragionevoli della nostra era.
Il Cremlino ha usato ogni possibile maniera per renderlo invisibile ai media stranieri e farne così una guerra di stampo nazionale. Mosca si difende con l‘insussistente ragione secondo la quale, in un conflitto interno, le forze straniere non devono entrare in gioco. Con l’utilizzo di tale frase, Mosca mostra la cieca aggressività e inconcepibile testardaggine di stampo sovietico e ammette indirettamente che il conflitto può esistere solo in uno stato di clandestinità.
Coperto da questa clandestinità, l’esercito russo si permette l’utilizzo di ogni tipo di malvagità.
I media sono tenuti fuori dal territorio ceceno, controllato dal presidente fantoccio Kadirov sotto il comando del Cremlino. La resistenza cecena è considerata illegale. Le truppe russe controllano gran parte del territorio con la forza bruta di un parassita. “Dobbiamo sterminare questi animali” Putin disse qualche anno fa riferendosi ai Ceceni che cercano di espellere gli occupanti i quali non hanno proprio niente a che fare con la loro cultura. Le caratteristiche fisiche, linguistiche, mentali, sociali di un ceceno sono incommensurabilmente diverse da quelle di un tipico russo.
In questo documentario Mariusz Pilis e Marcin Mamon viaggiano per la regione cecena, una delle più pericolose al mondo, per portare una preziosa testimonianza visiva che evidenzi la precarietà della vita quotidiana presa tra morsa della repressione russa e del terrorismo ceceno.   
Filmato nel corso di nove mesi, il documentario rivela il tragico fatto che, ciò che iniziò come movimento separatista è ormai diventato sinonimo di terrorismo.  

LINK DEL DOCUMENTARIO (In inglese)

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