DISPATCHES: CHECHNYA – THE DIRTY WAR.
Documentario sulle guerre cecene.
Il conflitto militare in Cecenia è uno dei più lunghi,
silenziosi, sanguinosi e irragionevoli della nostra era.
Il Cremlino ha usato ogni possibile maniera per renderlo
invisibile ai media stranieri e farne così una guerra di stampo nazionale. Mosca
si difende con l‘insussistente ragione secondo la quale, in un conflitto interno,
le forze straniere non devono entrare in gioco. Con l’utilizzo di tale frase, Mosca
mostra la cieca aggressività e inconcepibile testardaggine di stampo sovietico
e ammette indirettamente che il conflitto può esistere solo in uno stato di clandestinità.
Coperto da questa clandestinità, l’esercito russo si
permette l’utilizzo di ogni tipo di malvagità.
I media sono tenuti fuori dal territorio ceceno, controllato
dal presidente fantoccio Kadirov sotto il comando del Cremlino. La resistenza
cecena è considerata illegale. Le truppe russe controllano gran parte del
territorio con la forza bruta di un parassita. “Dobbiamo sterminare questi
animali” Putin disse qualche anno fa riferendosi ai Ceceni che cercano di
espellere gli occupanti i quali non hanno proprio niente a che fare con la loro
cultura. Le caratteristiche fisiche, linguistiche, mentali, sociali di un
ceceno sono incommensurabilmente diverse da quelle di un tipico russo.
In questo documentario Mariusz Pilis e Marcin Mamon viaggiano
per la regione cecena, una delle più pericolose al mondo, per portare una
preziosa testimonianza visiva che evidenzi la precarietà della vita quotidiana
presa tra morsa della repressione russa e del terrorismo ceceno.
Filmato nel corso di nove mesi, il documentario rivela il
tragico fatto che, ciò che iniziò come movimento separatista è ormai diventato
sinonimo di terrorismo.
LINK DEL DOCUMENTARIO (In inglese)
Nessun commento:
Posta un commento