L’OROLOGIO DEL PATRIARCA
Mentre la chiesa e la società
russa sprecano le loro forze mentali alla ricerca di un modo in cui
obiettivamente processare i membri del gruppo Pussy Riot per il loro
‘inaccettabile’ concerto in chiesa, c’è chi preferisce spendere i loro averi,
della chiesa e della società, in maniera più materiale e raffinata.
Mi riferisco al patriarca Cirillo
che, durante una riunione con il ministro della giustizia russo, ha sfoggiato
al polso un orologio del valore di circa 30 mila euro. Il fatto risale a
qualche tempo fa ma i bloggers russi hanno deciso di resuscitarlo in
concomitanza delle forti parole di accusa contro il gruppo Pussy Riot dello
stesso patriarca.
Il fatto più moralmente
scoraggiante non è però probabilmente questo ma la decisione della chiesa russa
di eliminare, con l’aiuto di fotoshop, l’oggetto incriminato. Il
tentativo malriuscito è stato scoperto grazie al riflesso dell’orologio
‘trasparente’ sul tavolo.
“Una celere investigazione
inizierà al più presto per individuare i colpevoli e punirli severamente”,
queste le parole del portavoce della chiesa ortodossa.
Le stesse misure saranno prese
nei confronti delle ragazze dei Pussy Riot ree di far parte di un pericoloso
movimento anti-russo che ha come primo obiettivo quello di incrinare la
trasparenza di Putin, descritto dalla stessa chiesa “Un miracolo di Dio”.
Siamo di fronte ai soliti giochi
di falso moralismo, abuso di potere e ricchezza ostentata, proprio lì dove la
moderazione dovrebbe essere di casa. D’altronde chi è che gira per le strade
della capitale in Mercedes dai vetri oscurati, equipaggiate da sirene e
macchine della polizia che fanno da apripista? Politici, oligarchi e alti
membri della chiesa ortodossa.
MB
MB
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