sabato 17 marzo 2012


“ANATOMIA DELLA PROTESTA”.
Reportage governativo anti-opposizione.


Lo slogan più comune e ripetuto degli ultimi mesi in Russia è sicuramente “Za chestnye Vybory”  (A favore di elezioni oneste). Gli attivisti russi lo hanno fatto loro nella lotta contro l’evidente disonestà della cricca presidenziale e in opposizione alle scorrettezze ed ingiustizie delle quali il governo si è appropriato per mantenere il potere. All’occhio del cittadino russo medio questi approcci non risultano nuovi. Gli anni del comunismo, stalinismo, post-comunismo non sono certo celebri per la loro incorruttibilità e trasparenza nei confronti del cittadino che rimaneva in silenzio ripetendo pensieri artificiosi messigli in testa dai politici di turno: “L’uomo russo ha bisogno di un potere forte che imponga ordini da seguire ciecamente”, “L’immensità della Russia richiede la centralizzazione del potere”, “Gorbachev ha portato una finta libertà e con essa una  reale destabilizzazione”, “Meglio la stabilità economica che la difesa dei diritti dell’uomo” ecc. La demagogia incalzante e ripetitiva ha convito il russo della sua inferiorità di fronte alle schiaccianti forze naturali e umane provenienti dall’ovest. Gli ha fatto credere che la sua individualità può solo soccombere, e che potrà salvarsi solo all’interno di una comunità solida capeggiata da politici ferrei. Eppure le cose sembra cambiare. Un  soffio di modernità sta scalfendo la ruggine obsoleta. Una certa classe sociale sta iniziando a pensare che in realtà il cittadino russo non è poi così differente da quello occidentale o asiatico, che l’unicità dell’anima russa potrebbe non essere altro che fumo negli occhi, che il Cremlino non e’l’olimpo e il presidente non è Zeus. Il nuovo cittadino russo vuole esprimersi e iniziare un dialogo con il potere.  Le ultime manifestazioni lo stanno testimoniando. Eppure il potere continua a rispondere con gli stessi mezzi diffamatori in auge nel secolo passato cercando di offuscare un movimento che vuole chiarezza e non stagnazione.
 Cosa se non la televisione per convincere le masse russe della disonestà dei manifestanti? Le false difese del potere si fondano sulla minaccia e l’intimidazione e si radicalizzano nell’ipocrisia dei seguenti slogan: “Se se ne va Putin, la rivoluzione esploderà. Così com’è esplosa in Ucraina o nel Maghreb”, “L’opposizione e gli attivisti puntano alla destabilizzazione che affosserà il potere internazionale russo e peggiorerà lo stile di vita”, “L’opposizione è finanziata e guidata da forze occidentali”, “Solo Putin sa fare politica, gli altri sono burattini”, “I numeri dei manifestanti sono gonfiati dagli anti-putiniani”,  “Solo una finta minoranza vuole un cambiamento, al resto le cose stanno bene così come sono”. Il reportage ”Anatomia della protesta” del canale NTV è un ennesima testimonianza delle invenzioni escogitate dal governo. Nel servizio, tra le tante cose, si dice che:
  • Molti dei manifestanti sono stati reclutati dall’opposizione tra ubriaconi, senza tetto, emigranti dell’Uzbekistan, poveri studenti africani che non parlano una parola di russo. Tutti sono stati pagati o ricompensati con biscotti ed altre leccornie.
  •  Le manifestazioni sono solo provocazioni di un livello primitivo.
  • Nelle manifestazioni c’erano “persone dell’ambasciata americana”; a fare cosa.
  •  Gli oppositori si incontrano spesso con gli ufficiali dell’ambasciata americana.
  •  Le guardie di sicurezza di Novalny, avvocato, blogger e uno dei leader delle manifestazioni, picchiano i giornalisti.
  • Gli organizzatori delle manifestazioni aizzano la polizia contro i manifestanti e poi colpevolizzano il governo.
  • Le elezioni sono state trasparenti e ciò è stato confermato da svariate organizzazioni internazionali.
  • Lo slogan “Za chestnye vybir” già non è più attuale.
  •  L’opposizione non ha prospettive, vuole solo distruggere senza costruire.
  • I supporter del profilo Facebook di Navalny non esistono, sono creati dal nulla attraverso programmi informatici.
  • La gente ha capito che le possibilità di fermare Putin non ci sono.
  • Nemzov, leader dell’opposizione, sostiene i separatisti ceceni.
  • L’opposizione crea finte “vittime sacrificali” e poi colpevolizza il governo reo di utilizzare la forza contro tali vittime.

Il progetto del governo è chiaro: diffamare  l’opposizione accusandola di adoperare quei metodi illegittimi di cui in realtà il governo si è sempre avvalso. Lo scopo è quello di creare uno stato di confusione, frustrazione e scoraggiamento tra la popolazione russa e di far rimanere le cose così come fanno comodo a loro.
  

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