“ANATOMIA DELLA PROTESTA”.
Reportage governativo anti-opposizione.
Lo slogan più comune e ripetuto
degli ultimi mesi in Russia è sicuramente “Za chestnye Vybory” (A favore di elezioni oneste). Gli attivisti
russi lo hanno fatto loro nella lotta contro l’evidente disonestà della cricca
presidenziale e in opposizione alle scorrettezze ed ingiustizie delle quali il
governo si è appropriato per mantenere il potere. All’occhio del cittadino
russo medio questi approcci non risultano nuovi. Gli anni del comunismo,
stalinismo, post-comunismo non sono certo celebri per la loro incorruttibilità
e trasparenza nei confronti del cittadino che rimaneva in silenzio ripetendo
pensieri artificiosi messigli in testa dai politici di turno: “L’uomo russo ha
bisogno di un potere forte che imponga ordini da seguire ciecamente”, “L’immensità
della Russia richiede la centralizzazione del potere”, “Gorbachev ha portato una
finta libertà e con essa una reale destabilizzazione”,
“Meglio la stabilità economica che la difesa dei diritti dell’uomo” ecc. La demagogia
incalzante e ripetitiva ha convito il russo della sua inferiorità di fronte
alle schiaccianti forze naturali e umane provenienti dall’ovest. Gli ha fatto
credere che la sua individualità può solo soccombere, e che potrà salvarsi solo
all’interno di una comunità solida capeggiata da politici ferrei. Eppure le
cose sembra cambiare. Un soffio di
modernità sta scalfendo la ruggine obsoleta. Una certa classe sociale sta
iniziando a pensare che in realtà il cittadino russo non è poi così differente
da quello occidentale o asiatico, che l’unicità dell’anima russa potrebbe non
essere altro che fumo negli occhi, che il Cremlino non e’l’olimpo e il
presidente non è Zeus. Il nuovo cittadino russo vuole esprimersi e iniziare un
dialogo con il potere. Le ultime
manifestazioni lo stanno testimoniando. Eppure il potere continua a rispondere
con gli stessi mezzi diffamatori in auge nel secolo passato cercando di offuscare
un movimento che vuole chiarezza e non stagnazione.
Cosa se non la televisione per convincere le
masse russe della disonestà dei manifestanti? Le false difese del potere si
fondano sulla minaccia e l’intimidazione e si radicalizzano nell’ipocrisia dei
seguenti slogan: “Se se ne va Putin, la rivoluzione esploderà. Così com’è
esplosa in Ucraina o nel Maghreb”, “L’opposizione e gli attivisti puntano alla
destabilizzazione che affosserà il potere internazionale russo e peggiorerà lo
stile di vita”, “L’opposizione è finanziata e guidata da forze occidentali”, “Solo
Putin sa fare politica, gli altri sono burattini”, “I numeri dei manifestanti
sono gonfiati dagli anti-putiniani”, “Solo
una finta minoranza vuole un cambiamento, al resto le cose stanno bene così
come sono”. Il reportage ”Anatomia della protesta” del canale NTV è un ennesima
testimonianza delle invenzioni escogitate dal governo. Nel servizio, tra le
tante cose, si dice che:
- Molti dei manifestanti sono stati reclutati dall’opposizione tra ubriaconi, senza tetto, emigranti dell’Uzbekistan, poveri studenti africani che non parlano una parola di russo. Tutti sono stati pagati o ricompensati con biscotti ed altre leccornie.
- Le manifestazioni sono solo provocazioni di un livello primitivo.
- Nelle manifestazioni c’erano “persone dell’ambasciata americana”; a fare cosa.
- Gli oppositori si incontrano spesso con gli ufficiali dell’ambasciata americana.
- Le guardie di sicurezza di Novalny, avvocato, blogger e uno dei leader delle manifestazioni, picchiano i giornalisti.
- Gli organizzatori delle manifestazioni aizzano la polizia contro i manifestanti e poi colpevolizzano il governo.
- Le elezioni sono state trasparenti e ciò è stato confermato da svariate organizzazioni internazionali.
- Lo slogan “Za chestnye vybir” già non è più attuale.
- L’opposizione non ha prospettive, vuole solo distruggere senza costruire.
- I supporter del profilo Facebook di Navalny non esistono, sono creati dal nulla attraverso programmi informatici.
- La gente ha capito che le possibilità di fermare Putin non ci sono.
- Nemzov, leader dell’opposizione, sostiene i separatisti ceceni.
- L’opposizione crea finte “vittime sacrificali” e poi colpevolizza il governo reo di utilizzare la forza contro tali vittime.
Il progetto
del governo è chiaro: diffamare l’opposizione
accusandola di adoperare quei metodi illegittimi di cui in realtà il governo si
è sempre avvalso. Lo scopo è quello di creare uno stato di confusione,
frustrazione e scoraggiamento tra la popolazione russa e di far rimanere le cose
così come fanno comodo a loro.
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