domenica 11 marzo 2012



Paul Klebnikov                                                             
Paul Klebnikov (3 giugno 1963 – 9 luglio 2004) è stato un giornalista Russo Americano e storico specializzato in storia russa. Ha lavorato per Forbes Magazine per oltre 10 anni e al momento della sua morte, era capo direttore dell’edizione russa. Il suo omicidio a Mosca ha irreparabilmente incrinato la stabilità del giornalismo investigativo in Russia. Gli organizzatori di tale crimine non sono mai stati trovati. 
 
VITA
Paul Klebnikov è nato a New York in una famiglia di emigrati russi con un’estesa tradizione militare e politica; suo nonno fu un ammiraglio nella flotta dei Russi Bianchi e fu assassinato dai Bolsheviki. Il suo trisnonno Ivan Pouschine partecipò alla rivolta dei Decembristi nel 1825. Klebnikov si è laureato all’università di Berkeley in California nel 1984. Ha difeso una tesi di dottorato alla Scuola di Economia di Londra su Pyotr tolypin, riformista e primo ministro dello Zar.
Klebnikov ha iniziato a lavorare per Forbes nel 1989 e ha da subito acquisito la fama di attento investigatore dei loschi affari dell’economia post-sovietica e della sua corruzione. Presto si è elevato alla carica di senior editore specializzato in Politica ed Economia Russa e dell’Europa Orientale, per poi diventare primo editore dell’edizione russa di Forbes lanciata nel mercato nell’aprile 2004.
Ha scritto Godfather of the Kremlin: Boris Berezovsky and the Looting of Russia, una biografia del magnate russo, accusandolo di vari crimini che includono frode, riciclo di denaro sporco, legami con la mafia cecena, omicidi e supporto ai movimenti separatisti ceceni. Klebnikov ha anche evidenziato il ruolo che Breresovsky ha giocato nella scalata al potere di Putin e nella creazione di un forte sopporto sociale a favore della seconda guerra cecena attraverso l’utilizzo del suo gruppo mediatico ORT. Il libro è un’espansione del controverso articolo pubblicato su Forbes “Godfather of the Kremlin?” che include la frase “Potere. Politica. Omicidi. Berezovsky potrebbe insegnare due cosette ai ragazzacci giù in Sicilia”.
Nel 2003 Klebnikov ha pubblicato Conversation with a Barbarian: Interviews with a Chechen Field Commander on Banditry and Islam, dove riporta la trascrizione dell’intervista di 15 ore con il ceceno Khozh-Ahmed Noukhayev, signore della guerra, politico e comandante separatista.
Nell’aprile 2004 ha scritto un articolo che conteneva una lista dei 100 uomini russi più ricchi. In esso si investigava il modo in cui il patrimonio era acquisito. Rivelando questi segreti il numero dei nemici Klebnikov aumentò visibilmente.  

OMICIDIO    
Nel 9 luglio 2004 Klebnikov a notte inoltrata, è stato attaccato in una strada di Mosca da due assalitori sconosciuti che hanno sparato almeno 9 colpi da un’auto in fuga. Klebnikov è stato colpito 4 volte ed inizialmente è riuscito a sopravvivere ma poi è morto dissanguato all’ospedale perché l’ambulanza ci ha messo circa un’ora per arrivare in loco, era sprovvista di ossigeno e l’ascensore dell’ospedale, che lo avrebbe dovuto portare in sala operatoria, era rotto. Prima di morire Klebnikov ha detto di aver visto 3 assassini all’interno della macchina ma che non gli aveva mai incontrati prima.

INVESTIGAZIONI RUSSE
Nell’ottobre 2004, Roman Slivkin, ufficiale del servizio segreto russo dell’FSB è stato arrestato per essere sospettato dell’omicidio di Klebnikov. Nel novembre dello stesso anno altri due maggiori sospetti di etnia cecena sono stati catturati a Minsk.  Essi, insieme ad altri ceceni, sono stati accusati di essere parte di una gang criminale che commette omicidi sotto pagamento. Il processo si è protratto per diversi anni ma non ha portato ancora nessun risultato. 

APPROFONDIMENTI

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