Paul Klebnikov
Paul
Klebnikov (3 giugno 1963 – 9 luglio 2004) è stato un giornalista Russo
Americano e storico specializzato in storia russa. Ha lavorato per Forbes
Magazine per oltre 10 anni e al momento della sua morte, era capo direttore
dell’edizione russa. Il suo omicidio a Mosca ha irreparabilmente incrinato la
stabilità del giornalismo investigativo in Russia. Gli organizzatori di tale crimine non sono mai stati trovati.
VITA
Paul
Klebnikov è nato a New York in una famiglia di emigrati russi con un’estesa
tradizione militare e politica; suo nonno fu un ammiraglio nella flotta dei
Russi Bianchi e fu assassinato dai Bolsheviki. Il suo trisnonno Ivan Pouschine partecipò
alla rivolta dei Decembristi nel 1825. Klebnikov si è laureato all’università
di Berkeley in California nel 1984. Ha difeso una tesi di dottorato alla Scuola
di Economia di Londra su Pyotr tolypin, riformista e primo ministro dello
Zar.
Klebnikov ha iniziato a lavorare per Forbes nel 1989 e ha da subito acquisito la fama di
attento investigatore dei loschi affari dell’economia post-sovietica e della
sua corruzione. Presto si è elevato alla carica di senior editore specializzato
in Politica ed Economia Russa e dell’Europa Orientale, per poi diventare primo
editore dell’edizione russa di Forbes lanciata nel mercato nell’aprile 2004.
Ha scritto
Godfather of the Kremlin: Boris
Berezovsky and the Looting of Russia, una biografia del magnate russo,
accusandolo di vari crimini che includono frode, riciclo di denaro sporco,
legami con la mafia cecena, omicidi e supporto ai movimenti separatisti ceceni.
Klebnikov ha anche evidenziato il ruolo che Breresovsky ha giocato nella
scalata al potere di Putin e nella creazione di un forte sopporto sociale a
favore della seconda guerra cecena attraverso l’utilizzo del suo gruppo
mediatico ORT. Il libro è un’espansione del controverso articolo pubblicato su
Forbes “Godfather of the Kremlin?” che include la frase “Potere. Politica. Omicidi.
Berezovsky potrebbe insegnare due cosette ai ragazzacci giù in Sicilia”.
Nel 2003
Klebnikov ha pubblicato Conversation with
a Barbarian: Interviews with a Chechen Field Commander on Banditry and Islam,
dove riporta la trascrizione dell’intervista di 15 ore con il ceceno
Khozh-Ahmed Noukhayev, signore della guerra, politico e comandante separatista.
Nell’aprile
2004 ha scritto un articolo che conteneva una lista dei 100 uomini russi più
ricchi. In esso si investigava il modo in cui il patrimonio era acquisito.
Rivelando questi segreti il numero dei nemici Klebnikov aumentò visibilmente.
OMICIDIO
Nel 9 luglio
2004 Klebnikov a notte inoltrata, è stato attaccato in una strada di Mosca da
due assalitori sconosciuti che hanno sparato almeno 9 colpi da un’auto in fuga.
Klebnikov è stato colpito 4 volte ed inizialmente è riuscito a sopravvivere ma poi è morto dissanguato all’ospedale perché l’ambulanza ci ha messo circa un’ora per arrivare in loco,
era sprovvista di ossigeno e l’ascensore dell’ospedale, che lo avrebbe dovuto
portare in sala operatoria, era rotto. Prima di morire Klebnikov ha detto di aver
visto 3 assassini all’interno della macchina ma che non gli aveva mai
incontrati prima.
INVESTIGAZIONI RUSSE
Nell’ottobre
2004, Roman Slivkin, ufficiale del servizio segreto russo dell’FSB è stato arrestato
per essere sospettato dell’omicidio di Klebnikov. Nel novembre dello stesso
anno altri due maggiori sospetti di etnia cecena sono stati catturati a Minsk. Essi, insieme ad altri ceceni, sono stati accusati
di essere parte di una gang criminale che commette omicidi sotto pagamento. Il processo si
è protratto per diversi anni ma non ha portato ancora nessun risultato.
APPROFONDIMENTI
http://www.nationalpost.com/news/world/story.html?id=5421a6eb-982b-43d2-91f0-b5e9276b0cc8&k=43716
Testo tradotto da wikipedia
Testo tradotto da wikipedia

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