PUNIZIONE CRUDELE NELLE CARCERI RUSSE
Un agghiacciante caso
di brutalità della polizia di Kazan, capitale del Tatarstan.
Investigatori governativi e attivisti di diritti umani stanno
investigando sul presunto utilizzo di torture nei confronti di un detenuto con
lo scopo di ottenere una confessione. L’accusa è di aver causato la morte dell'uomo dopo averlo sodomizzato con una bottiglia di champagne. Questa non è
la prima volta che un caso di violenza in una stazione di polizia richiama
l’attenzione della società intorno a quello che è da sempre una piaga
nazionale.
Nella notte del 9 marzo Sergey Nazarov, 52enne residente a
Kazan, è stato fermato per teppismo e portato alla stazione di
polizia. Il giorno successivo è stato con urgenza trasferito all’ospedale
locale e operato per gravi ferite anali. L’operazione non ha avuto successo e
il paziente è deceduto. I dettagli degli eventi della notte del 9 marzo
rimangono incerti. L’agenzia Interfax ha riportato che, prima di morire,
Nazarov avrebbe comunicato a un suo parente di essere stato violentato con una
bottiglia.
Il caso di Nazarov non rimane isolato. Dmitry
Kolbasin, del centro di difesa dei diritti umani “Agora”, ha rivelato che altre
8 accuse di maltrattamento sono state sollevate nei confronti della stessa
stazione di polizia di Kazan: “Bottiglie di champagne sono state utilizzate in
almeno due altri casi, tra cui quello riguardante la ventenne Alia Sadykova che
avrebbe subito gli stessi maltrattamenti di Nazarov”.
Le violenze
non si limitano alla regione di Kazan. Lo scorso gennaio un 15enne è stato
picchiato a morte in una stazione di polizia di San Pietroburgo obbligando il
capo della stazione ha presentare le dimissioni. In un altro caso di torture,
la Corte Europea dei Diritti Umani ha accordato il pagamento di una ricompensa
record di 250.000 euro ad Alexsey Mikheyev riuscito ad evitare il pestaggio e
shock elettrici saltando dal secondo piano della stazione dov’era detenuto.
Secondo
Tanya Lokshina di Human Rights Watch le riforme riguardanti la “milizia” russa,
attuate dal governo, non hanno portato a nessun cambiamento pratico in quanto:
“I nuovi regolamenti non prendono in considerazione l’uso della violenza e il
totale stato di illegalità in cui attua la polizia russa”. Lokshina aggiunge
che le possibili dimissioni del Ministro degli Interni della Repubblica del
Tatarstan non cambierebbe la situazione perché: “In tutte le regioni russe,
eccetto la Cecenia, i governatori non esercitano alcun controllo diretto sulle
agenzie di sicurezza e stazioni di polizia”.
Testo tradotto da "Russia profile": http://russiaprofile.org/culture_living/55917.html
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